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November 06 Ancora dichiarazioni da Ciancimino.... e tutto tremaFino ad oggi la versione ufficiale era questa....
Da Wikipedia alla voce Baldassare Di Maggio inteso Balduccio:
La cattura di Riina
Di Maggio fu arrestato l'8 gennaio del 1993 a Novara. Ammise immediatamente di essere un uomo d'onore, e rivelò al generale dei carabinieri Francesco Delfino importanti informazioni, utili alla cattura di Riina. Di Maggio era il tipo di uomo d'onore che acquistò peso grazie all'ascesa dei Corleonesi, ma si disilluse in seguito all'eccessiva ferocia della famiglia di Riina. Di Maggio fu portato a Palermo per aiutare una squadra speciale dei Carabinieri (i ROS) a localizzare Riina e smantellare il suo covo. Grazie alle rivelazioni di Balduccio Di Maggio, Riina fu arrestato il 15 gennaio 1993. Alcuni, incluso Giovanni Brusca, ammisero che Di Maggio era uno specchietto per coprire il tradimento di Bernardo Provenzano, strettissimo collaboratore di Riina. Di Maggio diede inoltre, importanti collegamenti nell'uccisione del giudice Giovanni Falcone.
Sempre da Wikipedia alla voce Salvatore Riina:
La cattura
Il 15 gennaio del 1993 fu catturato dal Crimor (squadra speciale dei ROS guidata dal Capitano Ultimo) sulle indicazioni che l'ingegner Lo Verde (Bernardo Provenzano) aveva comunicato all'amico Vito Ciancimino. Bernardo Provenzano era ansioso di divenire lui stesso capo dei capi di Cosa Nostra, sia perché in contrasto con Riina circa l'attacco ad oltranza allo Stato (con i relativi massacri di personalità di spicco dello Stato stesso), sia perché i nuovi referenti politici (Dell'Utri e Calogero Mannino come riferisce Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo) avrebbero sovrinteso al patto garantendo l'appoggio dello Stato. Riina, latitante dal 1969, venne arrestato al primo incrocio davanti alla sua villa in via Bernini n. 54, insieme al suo autista Salvatore Biondino, a Palermo, nella quale trascorse alcuni anni della sua latitanza insieme alla moglie Antonietta Bagarella e ai suoi figli. Secondo alcune fonti dietro il suo arresto c'è la mano del suo braccio destro, nonché amico d'infanzia Bernardo Provenzano.
Le notizie di oggi da un articolo di Repubblica:
Fu Bernardo Provenzano a "tradire" Totò Riina, svelando il nascondiglio in cui poi fu catturato: "Ha consegnato lui le mappe della locazione dove poi è stato trovato Riina. Comunque non posso fare altere dichiarazioni per rispetto dei magistrati con i quali sto parlando". Lo ha detto Massimo Ciancimino, prima di entrare nell'aula bunker di Pagliarelli a Palermo.
Secondo questa sua ricostuzione, fatta agli inquirenti di Palermo, che nel periodo delle stragi mafiose del '92 l'allora capitano del Ros Giuseppe De Donno gli consegnò delle mappe di Palermo, chiedendogli di darle a suo padre Vito Ciancimino e sperando di avere un contributo utile per l'arresto del boss latitante. Don Vito avrebbe trattenuto una copia delle mappe e un'altra l'avrebbe affidata al figlio perchè la consegnasse a un uomo di fiducia del geometra Lo Verde, il nome con cui l'ex sindaco indicava Provenzano. L'emissario del capomafia avrebbe, poi, restituito a Ciancimino la mappa con un cerchio proprio sopra la zona del quartiere Uditore in cui si nascondeva Riina. La cartina venne poi fatta avere ai carabinieri e Riina nel gennaio '93 fini' in manette. Ciancimino oggi ha anche consegnato nuovi documenti e carte, ai pm di Palermo Nino Di Matteo e Paolo Guido. Si tratta di una serie di appunti e lettere di suo padre Vito, sindaco mafioso del capoluogo siciliano, morto nel 2002. Tra questi, materiale definito di interesse investigativo che potrebbe servire per riscontrare precedenti dichiarazioni di Massimo Ciancimino sulla trattativa tra lo Stato e Cosa Nostra, ma anche per datare alcuni fatti. In serata arriva la dura risposta del colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio, il famoso "Capitano Ultimo" che, nel 1993 condusse le indagini che portarono alla cattura di Riina: "Ciancimino è uno dei tanti servi di Riina. Infatti è chiaramente falso che il boss sia stato arrestato in seguito alle dichiarazioni di Bernardo Provenzano. Ma la cosa più grave - aggiunge 'Ultimo' - è che ci sia qualcuno all'interno delle istituzioni che legittima questo servo di Riina. Questo significa evidentemente che i servi di Riina sono anche all'interno delle Istituzioni e certamente non sono il generale Mori e il capitano De Donno: forse sono gli stessi che hanno isolato e delegittimato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino". Con queste belle parole viene accusato Massimo Ciancimino e vengono liquidati due importanti funzionari dello Stato come Mori e De Donno che per conto di qualcuno ai piani alti hanno avviato la trattativa con la mafia.
Uno Stato impotente che SI FA COMPLICE dei mafiosi.
E Di Maggio? Qual è stato il suo ruolo se già il ROS conosceva il nascondiglio di Riina? Forse davanti alle dichiarazioni di Di Maggio non si è potuti fare a meno di arrestare il boss più spietato di Cosa Nostra.
E poi? La trattativa è stata riavviata con Riina sconfitto e impotente in carcere e Provenzano che sanciva finalmente la pax mafiosa?
E il covo di Riina? Perché non è mai stato perquisito? Per lasciare il tempo ai mafiosi di "pulire" l'appartemento da tutte le cartacce compromettenti.
Non dimentichiamo che Di Maggio è lo stesso personaggio scomodo che parlò dell'incontro fra Riina, Andreotti (CAPO DEL GOVERNO ITALIANO) e Lima (noto esponente siciliano della Democrazia Cristiana poi assassinato da Cosa Nostra).
Ancora una volta trame che si intrecciano...
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